• Manco li cani

    by  • 4 Agosto 2013 • Articoli pubblici, Memorie di un cane, Sovranità ed Evoluzione, Sovranità individuale, Sovranità Violate • 3 Comments

    La legge.

    Se un cane gira per strada senza la sua medaglietta (carta di identità), viene immediatamente accalappiato (arrestato) e incarcerato in un centro di permanenza temporanea, anche noto come canile municipale. Non gli vengono nemmeno letti i suoi diritti, perché di fatto non ne ha.

    E' un randagio, è un senza padrone. Non chiede niente a nessuno e non dipende da nessuno. Sa cavarsela da solo.

    Un individuo pericoloso, antisociale, imprevedibile. Da fastidio, puzza e morde. Probabilmente ha la rabbia (e come dargli torto?).

    Bisogna incarcerarlo.

    E' la legge.

    La legge di chi?

    Non la mia. Non quella dei cani randagi.

    E' la legge del più forte. Una legge che mi viene imposta con la forza, senza il mio consenso.

    Nella società in cui vivo, se sono un bravo cane ubbidiente e servo bene i miei padroni, posso aspirare a una cuccia in banca o a fare carriera nella polizia.

    Ma se per caso ho uno spirito libero, randagio, senza padrone, allora in questa società non c'è posto per me.

    E questo è l'aspetto più bizzarro e grottesco:

    Sono uno spirito nato libero e per questo motivo la legge mi condanna come criminale.

    Non perché faccio del male a qualcuno, non perché rubo, non perché dico il falso.

    Sono un criminale perché sono libero.

    E' un piano diabolico. Scommetto che c'è lo zampino del gatto.

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