• Stato Naturale e Contratto Sociale

    by  • 9 Ottobre 2013 • Sovranità individuale • 1 Comment

    Leggo sul blog di UnUniverso (http://ununiverso.altervista.org/blog/fate-come-me/) la seguente dichiarazione:

    Scrivete il vostro nome e diffondete facebook e-mail, cosa conta tutti devono sapere! Io, …………………, non ho mai dato coscientemente il mio consenso ad essere trattato come un oggetto; non ho mai dato il consenso a fare da garanzia per le obbligazioni contratte dal mio paese sapendo cosa questo comporti e cosa significhi; non ho mai preso obbligazioni dirette in cui fossi messo al corrente che tutto il processo della creazione della moneta facesse parte di una colossale frode ai danni del popolo. Questo, in base al diritto italiano, (in particolare gli artt: 1343; 1346; 1418 del codice civile), premesso che, fino a prova contraria, sono capace di intendere e di volere, fa di me un uomo libero.

    L'idea è sicuramente interessante... non sono un esperto di diritto, ma mi permetto di fare una piccola riflessione.

    Secondo la dottrina contrattualistica, all'origine della società c'è un Contratto Sociale tra governati e governanti. Il Contratto Sociale sostituisce lo Stato di Natura (da molti visto come un'epoca instabile e insicura, mentre recenti studi antropologici tendono a dimostrare il contrario).

    Quindi si potrebbe dire che tra i cittadini e lo Stato c'è un Contratto.
    Di fatto ogni sistema legislativo interpreta e definisce il Contratto in modo differente.

    Secondo l'art. 1321 del Codice Civile Italiano, il Contratto è l'accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale.

    Citare il diritto italiano in materia di Obbligazioni e Contratti tra persone giuridiche implica il fatto che il rapporto tra lo Stato Italiano e il Cittadino venga riconosciuto come un rapporto tra persone giuridiche o quantomeno un accordo di tipo patrimoniale. Il che lo ritengo fortemente improbabile in un qualsiasi tribunale.

    Ok, noi sappiamo (in realtà ne siamo convinti, ma senza poterlo dimostrare inoppugnabilmente) che l'Italia sia una "Private Corporation" registrata alla SEC e che il Certificato di Nascita sia un contratto tra noi e la Corporation Italia, che ci rende di fatto persone giuridiche (per mezzo di un Trust). Ma di questo deve essere convinto un giudice, altrimenti la nostra convinzione non ha alcun valore in tribunale.

    In particolare gli articoli citati nella suddetta dichiarazione fanno riferimento alla annullabilità del (presunto) contratto per:

    1343: Causa Illecita. "La causa è illecita quando è contraria a norme imperative, all'ordine pubblico o al buon costume [art. 31 preleggi; artt. 1322, 1354, 1418, 2035 c.c.]"

    Non entro nel merito delle Norme Imperative citate all'Art 1418 e altri, che comunque regolamentano il rapporto tra società e persone giuridiche. Non per smorzare gli entusiasmi, ma l'art. 31 Preleggi dice che:

    Nonostante le disposizioni degli articoli precedenti, in nessuno caso le leggi e gli atti di uno Stato estero, gli ordinamenti e gli atti di qualunque istituzione o ente, o le private disposizioni e convenzioni possono avere effetto nel territorio dello Stato, quando siano contrari all'ordine pubblico o al buon costume [c.p.c. 797, n. 7; c.p.p. 733]. L'ordine corporativo fa parte integrante dell'ordine pubblico

    Quindi a monte di tutte le leggi c'è l'ORDINE PUBBLICO.

    Che cos'è l'ordine pubblico?

    In termini generali l’ordine pubblico è considerato l’espressione riassuntiva dei principi che si pongono a fondamento dell’ordinamento giuridico.
    Per la giurisprudenza l’ordine pubblico consiste nei principi fondamentali informatori dell’ordinamento giuridico.

    In realtà non esiste e non viene attribuito un significato univoco e costante. Il concetto di Ordine Pubblico cambia nel tempo e in base alle situazioni. Quindi la base del diritto è molto "elastica" e interpretabile da questo punto di vista. In teoria dovrebbe fondarsi sulla Carta Costituzionale, la quale, giova ricordarlo, non parla MAI di Sovranità Individuale, ma cita all'Art. 1

    La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

    Quindi la Sovranità del Popolo è limitata da una carta non scritta dal popolo. In altre parole, il popolo è sovrano nel suo recinto, finché rispetta le regole imposte da chi sta fuori (e può anche cambiare la costituzione a piacere).

    Ma torniamo all'Ordine Pubblico.

    Abbiamo visto che l'art 1343 c.c. dispone che è nullo qualsiasi negozio giuridico quando abbia una causa ritenuta illecita perché contraria all’ordine pubblico (alle norme imperative o al buon costume).

    E ancora l’art. 1418 c.c. sancisce la nullità del contratto per contrarietà a norme imperative o per illiceità della causa, ad es. per contrarietà all’ordine pubblico.
    E l’art. 1354 c.c. dispone che è nullo il contratto al quale è apposta una condizione, sospensiva o risolutiva, contraria a norme imperative, all’ordine pubblico o al buon costume.

    Come vedete, spesso c'è un rapporto di Tautologia tra Ordine Pubblico e Norme Imperative: non si sa quale delle due sia a fondamento dell'altra, rendendo ancora più complessa la fuga dal recinto.

    Parlando di Buon Costume, vi ricordo che l'art. 5 c.c. dispone che: “gli atti di disposizione  del proprio corpo sono vietati quando cagionino una diminuzione permanente dell’integrità fisica, o quando siano altrimenti contrari alla legge, all’ordine pubblico o al buon costume”.

    Quindi all'interno del recinto non possiamo nemmeno disporre liberamente del nostro corpo (basti citare la legge che utilizza il tacito assenso per l'espianto degli organi, Legge 91/1999 art. 4).

    Per concludere, se l'Ordine Pubblico è l'espressione dei princìpi fondanti dell'ordinamento giuridico e se l'ordinamento giuridico deriva dal Contratto Sociale, che è l'abbandono dello Stato Naturale, allora è ovvio e palese che l'Ordine Pubblico è in antitesi allo Stato Naturale.

    Ordine Pubblico = Cittadino = Uomo nel recinto

    Stato Naturale = Uomo libero

    Nel caso della dichiarazione sul blog di "UnUniverso", si vuole utilizzare la Legge per annullare il Contratto Sociale, citando come causa illecita (art. 1343) le Norme Imperative e l'Ordine Pubblico, che sono i princìpi a fondamento di tale Contratto Sociale.

    Citare l'Ordine Pubblico in difesa dello Stato Naturale è, dal mio punto di vista, un controsenso che nessun tribunale italiano potrà mai avvallare.

    Di fatto, come vado più volte ripetendo, pensiamo davvero di poter utilizzare la Legge per uscire dal Sistema, quando il Sistema ha creato la Legge appositamente per controllarci?

    In ogni caso, anche se questa dichiarazione sortisse l'effetto voluto, annullare il contratto tra noi e lo Stato significa annullare il Contratto Sociale per ritornare allo Stato Naturale (o per sottoscrivere un altro Contratto Sociale con un altro gruppo di persone).

    Annullare il Contratto Sociale significa innanzitutto non potersi rifare alle Leggi e ai Diritti derivanti da tale Contratto Sociale. Quindi per prima cosa non poter usare le Leggi a nostro vantaggio (e già qui si nota la contraddizione di fondo in tale suddetta dichiarazione). E di conseguenza non poter accedere a nessuno dei servizi garantiti dal Contratto Sociale (cittadinanza, sussistenza, sanità, lavoro, libera circolazione sul territorio, diritti sanciti dalla Costituzione, eccetera).

    In mancanza di un nuovo Contratto Sociale o di alternative plausibili, siete davvero pronti a ritornare allo Stato Naturale?

    Che ne pensate?

    Un abbraccio!

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