• Biglietti prego!

    by  • 7 Agosto 2013 • Articoli pubblici, Sovranità Violate • 5 Comments

    Ieri parlavo con una mia conoscente. Ecco cosa le è capitato.

    Dopo essere rimasta a piedi con la macchina, per tornare a casa è stata costretta a prendere l'autobus. Purtroppo tutte le biglietterie in zona erano già chiuse, quindi ha pensato di fare il biglietto sull'autobus. A Reggio Emilia, dall'agosto 2012 ci sono le "macchinette automatiche" che vendono i biglietti a bordo.

    Bene, la mia conoscente sale sull'autobus, tira fuori le monetine e le inserisce nella macchinetta. La quale, purtroppo per lei, era FUORI SERVIZIO.

    Mentre cerca di capire perché diamine la macchinetta non le dà il biglietto, le si avvicina una persona che già la stava osservando: il CONTROLLORE dell'autobus.

    <<Biglietti prego>>

    Lei lo guarda perplessa e gli risponde:<<sono appena salita, sto cercando di acquistarlo ora ma non riesco...>>

    <<La macchinetta è fuori servizio. Quindi lei sta viaggiando senza il biglietto... allora devo farle LA MULTA>>

    <<Ma scusi,>> si difende lei <<non è mica colpa mia se la macchinetta è rotta... non potevo saperlo!>>

    <<Guardi che c'è un cartello appeso al vetro. Se non ha il biglietto non deve neanche salirci sull'autobus>>

    <<Mi scusi, da fuori non lo avevo notato. Quasi non si vede... E comunque io devo tornare a casa, le biglietterie erano chiuse... pensavo di poter comprare il biglietto a bordo...>>

    <<Io devo farle la multa. E' il regolamento. Comunque ha 5 giorni di tempo per fare ricorso>>

    Atmosfere grottesche che ricordano il film Brazil di Terry Gilliam.

    Dare dei giudizi sarebbe fin troppo facile, ma proviamo a metterci nei panni del controllore.

    Lui è un dipendente. Le regole non le ha decise lui e probabilmente non ha gli strumenti per cambiarle (o ignora di averli). Quando è stato assunto, gli è stato detto di far rispettare le regole. Se non lo fa rischia il posto di lavoro. Forse nemmeno a lui piace questo sistema. Ma in fondo lui è solo un ingranaggio del sistema. Un ingranaggio sostituibile. E allora perché mettersi contro? Mors tua, vita mea. E poi comunque c'è sempre il ricorso.

    Mettiamoci ora nei panni della mia conoscente. La cosa che più mi ha colpito è che lei di professione fa il giudice. Avrebbe potuto dire al controllore "lei non sa chi sono io", ma non lo ha fatto. Si considera un cittadino normale, con gli stessi diritti e doveri degli altri. Anche per lei fare ricorso significa perdere tempo e denaro, senza alcuna certezza di ottenere giustizia.

    Dal mio punto di vista, in questa situazione non ci sono nè vittime, nè carnefici. Ci sono persone e ci sono scelte.

    Ci sono scelte che possono cambiare il sistema e cambiarci la vita. Oppure no.

    E tu, se fossi stato nei panni del controllore o della mia conoscente, che scelte avresti fatto?

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